ATHLETIC CLUB: Simón; Johnaeko (46’ Areso) Paredes, Laporte, Berchiche (86’ Serrano); De Galarreta, Jauregizar (62’ Berenguer); Navarro (75’ Canales), Sancet, N. WIlliams; I. Williams (62’ Sannadi) All. Terzić Dep. Alavés: Sivera; Tenaglia, Koski, Valentini, Rebbach (66’ Enriquez); Otto, Benavidez (75’ Blanco), Guevara, Ibañez (85’ Aleña); Boye (75’ Hidalgo), Mariano Diaz (65’ Matinez). All. Sanchez Flores gli highlight di Athletic Club – Deportivo Alavés
Per la seconda partita consecutiva al San Mamés, dopo la gita infrasettimanale a Valencia, arriva l’Alavés di Quique Sanchez Flores. I presupposti per un’altra partita sofferta e spigolosa c’erano tutti, data la somiglianza della squadra con il precedente avversario (l'Elche) e il prevedibile assetto tattico con difesa molto bassa e tutti i giocatori di movimento sotto palla. Pertanto, ci si sarebbe aspettata qualche variazione nella formazione iniziale, alla ricerca di un giro palla più fluido e di una maggiore presenza e lucidità nella trequarti avversaria. Terzic propone invece l'identico impianto di squadra: compaiono solo Johanenko al posto dell’inguardabile Areso, Paredes per Yeray e Jaure per Gerenabarrena. Per il resto, confermati Navarro e Nico, con Iñaki centravanti e Sancet sottopunta.
Con questi ingredienti il menu non può che essere il solito delle partite da vincere e nelle quali occorre prendere l'iniziativa del gioco: giro palla sterile e soporifero, con errori anche di misura nei passaggi più elementari, nessuno che si proponga o detti il passaggio e tutti che cercano il compagno più vicino senza idee né nerbo. In tutto il brutto primo tempo si contano solo due tiri di Navarro e uno di Berchiche, il più bello, fuori non di molto ad incrociare.
Nel secondo tempo Terizć schiera Areso per Johanenko (nemmeno il peggiore) e nessun altro cambio. Dopo il quarto d’ora accademico di nulla arrivano finalmente le sostituzioni: Sannadi per Iñaki e Berenguer per Jaure portano un po’ di entusiasmo e un forcing, purtroppo breve.
L’Alavés si schiaccia ancora di più dentro la propria trequarti e così, con molto disordine, i biancorossi arrivano tre volte alla conclusione in pochi minuti. Il forcing dura fino a quando Nico, impalpabile fino a quel momento, guadagna un rigore non proprio solare. Dal dischetto si presenta Sancet, che piazza uno "straccio bagnato" facilmente respinto da Sivera, poi uomo partita. Sancet, invece, conclude nel peggiore dei modi una brutta prestazione.
Qui, come detto, finisce il forcing dell'Athletic. Per il resto si vedono solo innocui traversoni dalla trequarti, preda dei difensori o del portiere, e una grande penuria di schemi e di ritmo fino alla fine di una partita orrenda. Nemmeno l'ingresso di Serrano per Berchiche crea pericoli o porta efficacia offensiva.
Dopo due partite casalinghe con squadre di bassa classifica possiamo trarre qualche conclusione: ancora non si vede alcun apporto di Terzic per il gioco e per assetto di squadra. Gli errori e i difetti sono gli stessi dello scorso anno: incapacità di fare la partita soprattutto contro squadre che difendono basse e non concedono spazi. Le prestazioni migliorano soltanto quando si può giocare di rimessa (vedi Barcellona o Atletico) e non ci si deve caricare del fardello dell’organizzazione di gioco.
Dopo la sosta, e incrociando le dita per i convocati, avremo qualche ulteriore responso. Nell’attesa, gli interrogativi rimangono gli stessi di inizio stagione, se non addirittura qualcuno in più.
Alessandro Alagna