ATHLETIC CLUB: Simón; Areso (56’ Laporte), Yeray, Paredes (74’ Rincón), Berchiche; Gerenabarrena (83’ De Galarreta), Canales; I. Williams (58’ N. WIlliams), Sancet, Berenguer; Guruzeta (58’ Sannadi) All. Terzić Sevilla: Odysseas; Iglesias, Sangante (68’ Carmona), Astrin, Suazo; Sierra (46’ Isaac), Agoumé, Guiridi (46’ Ejuke); Oso (78’ Diaz), Peque (46’ Guillén), Ure. All. Plaza gli highlight di Athletic Club - Sevilla
Tre mesi dopo l’addio di Valverde, al termine di una stagione priva di soddisfazioni e ricca di rimpianti soprattutto perché arrivata alla fine di un ciclo di successi materiali e morali, si ricomincia tabula rasa con un nuovo allenatore e un nuovo ciclo. Nel mezzo il mondiale ha restituito alla squadra, praticamente immutata nei titolari, tre campioni del mondo e insieme un nugolo di ulteriori nuovi interrogativi: quale sarà il vero Laporte? Nico è veramente guarito? Porteranno questi nuovi campioni un valore aggiunto di fiducia, autostima e personalità oppure, come succede troppo spesso, Athletic darà giocatori senza ricevere nessun arricchimento?
Prima dell’inizio proprio la premiazione dei campioni del mondo (insieme all’ex zurigorri De La Fuente) peraltro due su tre in panchina, nemmeno troppo partecipata da un San Mames in formissima, invece segue un ricordo sentito in memoria di Carmelo Cedrun, leggendario portiere scomparso a luglio a 95 anni.
Al via Terzic presenta una mediana inedita e sorprendente, Canales e Gerenabarrena, per il resto si conferma il modulo Valverde style senza Vivian (infortunato) e Areso sull’out di destra. La partita dura dieci minuti e finisce con un goffo pasticcio: su innocua azione del Siviglia, Paredes rinvia malamente verso il centro area, Yuri si fa anticipare da Sierra e lo trattiene per la maglia. Per il collegiale è chiara occasione da gol e cartellino rosso. Terzic decide di arretrare Berenguer sulla linea dei terzini senza procedere ad alcuna sostituzione.
Pochi minuti dopo retropassaggio proprio di Berenguer, Unai Simón rallenta il rinvio fino al contrasto del numero 9 avversario e lo svirgola, Oso ne approfitta e insacca. Il contrasto sul portiere forse avrebbe potuto essere valutato irregolare, sicuramente la fase difensiva si rivela molto lacunosa sia per gli automatismi, sia per gli evidenti errori tecnici. Identico scenario di troppe partite della scorsa stagione.
Dopo questi due episodi la partita è virtualmente finita anche perché la reazione dei Leones non è immediata e soprattutto il gioco manca di intensità e velocità tanto che il Siviglia, squadra modesta e catenacciara, controlla senza pericoli. Canales e Sancet cercano ispirazione e fraseggio sulla trequarti, ma le iniziative si infrangono anche per la pochezza degli altri attaccanti, Guruzeta e Iñaki Williams più di tutti.
Così i tiri in porta sono pochissimi e fino al secondo tempo solo un tiro pericoloso di Canales che sfiora il palo dopo deviazione.
Alla ripresa Siviglia decide due cambi letali, Ejuke e Isaac. Areso ciabatta un passaggio sulla destra, il centrocampo non esiste e la linea difensiva è improbabile, Ejuke salta con facilità Berenguer e irride Simón, forse bisognoso di qualche giorno di ferie in più, con un pallonetto.
Reazione al secondo gol non si fa attendere, ma dura poco e non sortisce effetto fino al terzo gol: altra sciagura di Areso (colpo di tacco che smarca avversario) e tiro a giro di Isaac. Sul tre a zero finalmente i cambi di Terzic che almeno evita la goleada. Entrano Sannadi, Nico e Laporte e l’intensità del pressing si alza seppure la imprecisione dei passaggi impedisca azioni nitide. Il gol di Paredes premia questo ultimo sforzo sempre sostenuto da un ammirevole tifo zurigorri.
Difficile trarre indicazioni generali e future da uno scempio del genere dato anche l’atteggiamento di squadra più da amichevole estiva che da partita di campionato. Positivo Canales, ma pare difficile rinunciare alla corsa e alla fase di interdizione di Jaure mancata in più occasioni, rivedibile Gerenabarrena. Note molto negative dai quattro in difesa, movimenti errati e sgorbi tecnici a volontà, lenta e prevedibile anche la fase di attacco con troppi elementi fuori forma
Le prossime due partite daranno altri responsi, questa ha aggiunto ulteriori interrogativi oltre ai primi due iniziali: che Unai Simón ci ha restituito la nazionale campione del mondo?
Alessandro Alagna