ESPANYOL: Dimitrovic; El Hilali, Riedel, Cabrera, Romero; Sanchez (63’ Carreras), Gonzalez (90’ Pikel), Lozano, Roca (63’ Milla); Exposito (84’ Terrats), Fernandez (84’ Garcia). All. Gonzalez ATHLETIC CLUB: Simón; Areso (71’ Gorosabel), Vivian (46’ Yeray), Laporte, Boiro; De Galarreta (63’ Jauregizar), Rego; Navarro, U. Gómez (78’ Serrano), Berenguer; I. Williams (63’ Guruzeta). All. Valverde gli highlight di Espanyol - Athletic Club
22 dicembre 2025. Ultima vittoria in Liga per l’Espanyol. Contro l’Athletic, grazie ad un gollone di Romero e al vantaggio di Pere Milla su erroraccio di Boiro. Da quel giorno la squadra di Manolo Gonzalez ha racimolato solo sei punti.
Per l’Athletic, potrebbe essere la partita per tenere aperta la qualificazione per l’Europa (oltre a chiudere il discorso salvezza), ma non potrà contare su Nico Williams e Ohian Sancet per problemi muscolari (stagione di Liga finita per entrambi) oltre a Yuri Berchiche, dolorante per un colpo subito in allenamento.
Valverde opta per Unai Gòmez dietro Iñaki Williams, lasciando Guruzeta in panchina, con Berenguer e Navarro ai lati, De Galarreta e Rego a centrocampo, in difesa davanti a Simòn, la coppia Vivian-Laporte, con esterni Boiro e Areso. Sembrano scelte da turnover da fare durante la stagione che di fine campionato.
È l’Espanyol a fare la partita, spinge forte ma è l’Athletic a sfiorare il vantaggio con un bel giro palla, De Galarreta legge l’inserimento di Berenguer che, spalle alla porta, prova a sorprendere Dimitrovic di nuca, ma il portiere serbo manda in angolo.
L’unica vera occasione per l’Espanyol arriva al 20’, con una gran sassata di Romero, dalla sinistra, dove Simòn respinge con la mano di richiamo e la difesa si salva in angolo.
Il copione non cambia, l’Athletic non accelera, gli unici in giornata sembrano De Galarreta e Navarro, mentre Vivian lamenta problemi fisici, mentre Laporte è una porta girevole. Unai Gòmez galleggia sulla trequarti ma non sa mai dove posizionarsi, Iñaki Williams a parte qualche accelerazione, non è mai pericoloso.
Dopo una rovesciata di Berenguer su spizzata di Williams e un tacco di Roberto all’altezza del dischetto dove trova reattivo Unai Simòn, l’Athletic colpisce la traversa con Laporte: angolo di De Galarreta, torre di Gòmez, Laporte con poca cattiveria svirgola verso la porta dei catalani e la palla si stampa sul palo, prima che Dimitrovic possa bloccare e sventare la minaccia.
Simòn prova a regalare il vantaggio ai padroni di casa al minuto 36’, con una pessima lettura su una palla spiovente sulla trequarti, ma Vivian e De Galarreta aiutano il portiere e liberano.
Prima del riposo, lampo di Unai Gòmez: raccoglie un pallone al limite dell’area sul corridoio di centro sinistra, si libera di Riedel attaccato alla maglia (cosa che farà spesso durante la partita), tiro ad incrociare che si stampa sul palo opposto.
Nella ripresa Yeray sostituisce Vivian, e la partita non decolla, anzi. Purtroppo il cambio classico all’ora di gioco con De Galarreta per Jauregizar, unico a dare ordine ed illuminare il gioco per i zurigorri sarà quello decisivo: l’Athletic non riesce piu’ ad imbastire un’azione degna di nota, mentre l’Espanyol sembra una squadra in fiducia e non da una squadra in crisi di risultati, alzando il baricentro.
Al 68’ l’Espanyol passa in vantaggio: Romero trova un corridoio sulla destra, totalmente scoperto, Berenguer riesce a limitare il primo affondo, e, sulla respinta della difesa, Navarro e’ pigro nel recupero del pallone e viene anticipato, di nuovo servito Romero a sinistra, cross basso e Pere Mila, entrato da poco, anticipa Yeray, che non aveva preso contatto, e batte Simòn. Un minuto dopo, Areso viene subito cambiato per Gorosabel, che sa molto di punizione.
L’unica reazione dell’Athletic è su corner dove Yeray anticipa tutti ma stampa il pallone sul palo, il terzo della giornata.
I cambi di Valverde non portano nessun tipo di effetto, solo un po’ di verve da parte di Serrano, lasciato a marcire da febbraio in panchina. In pieno recupero il raddoppio dell’Espanyol: l’Athletic prova ad uscire dall’out di sinistra ma perde palla, l’Espanyol lancia subito la palla a ridosso dell’area, Terrats spizza di testa ed elude la posizione di Rego (che era andato a coprire l'uscita di Laporte a sinistra) che oltre ad essere in ritado non era stato proattivo a mettere Kike Garcia in fuorigioco, l’ex Alaves può controllare, entrare in area e battere Simòn, incrementando il record di sconfitte in una stagione a diciotto derrotas.
Una partita che lascia senza parole il tifoso più ottimista: la squadra è totalmente in balia degli eventi, ogni attacco potrebbe portare un gol subito con i difensori che non riescono ad arginare le giocate avversarie, mentre la manovra langue se non viene illuminata da De Galarreta, che ha un’autonomia limitata ad un’ora scarsa.
Sul primo gol subíto ci si chiede come sia possibile che tutta la fascia destra fosse totalmente deserta, senza un minimo di copertura, subendo un gol sinistramente uguale a quello di tre giorni prima, con una mancata marcatura preventiva sull’attaccante che entra in area: cambiano gli interpreti ma gli errori sono uguali. Inoltre la reazione allo svantaggio è stata sconfortante.
Inoltre la squadra sembra totalmente scarica, senza un briciolo di energia, incapace di alzare i ritmi e mettere in difficoltà una squadra che non vinceva da 19 partite consecutive, messa sotto dal punto di vista atletico, una disparità imbarazzante.
Valverde, che si è detto preoccupato in conferenza stampa, non ha mai voluto applicare un piano B, ma quando la pressione sulla trequarti avversaria perde efficacia ed intensità, la squadra si ritrova troppo sbilanciata e con la difesa troppo scoperta. Non mi aggrappo ai tre pali colpiti, che, a parte quello di Yeray, sono arrivati per pura casualità: Laporte totalmente distratto sul prolungamento di Gòmez invece di andare deciso sul pallone è sembrato petaloso, come tutta la sua stagione fino ad oggi; lo stesso Gòmez, tanta grinta ma poca intelligenza tattica, ha trovato uno spiraglio a fine primo tempo, prendendo il palo con una conclusione difficile, ma il trequartista è arrivato al tiro più per una serie di eventi fortunati che per una trama di gioco ben imbastita.
Mi aspetto una reazione d’orgoglio domenica prossima, l’ultima in casa della stagione, contro il Celta Vigo, oramai quasi certo di un posto in Europa: è l’ultima di Valverde e l’ultima di Lekue al San Mamès, si meritano e ci meritiamo un’ultima partita in cui vogliamo e possiamo salutarci in maniera dignitosa.
Lodovico Monoli