21 APRILE 2026 – 33a GIORNATA DE LA LIGA 25/26

ATHLETIC CLUB 1 - OSASUNA 0

16’ Guruzeta (A)


ATHLETIC CLUB:Simón; Gorosabel, Yeray, Laporte (75’ Vivian), Berchiche (81’ Boiro), De Galarreta (65’ Rego), Jauregizar, I. Williams, Berenguer (65’ Sancet), N. Williams (65’ Navarro), Guruzeta. All. Valverde


Osasuna: Herrera; Rozier, Herrando (84’ Gomez), Boyomo, Galan; Moncayola (84’Garcia), Torrò (71’ Muñoz); Garcia (71’ Moro), Oroz (78’Barja), Munoz; Budimir. All. Lisci


gli higlights di Athletic Club - Osasuna


Buscar el futuro por el presente” o del cercare l’Athletic di domani in ciò che resta di questa stagione.


C’è una sensazione peggiore di quella che può provare chi, sperando in un sapore dolce, scopre l’inaspettata percezione dell’amaro; ed è la consapevolezza che l’unica alternativa all’amarezza è l’insipidità: la mancanza di gusto, di corpo, di personalità.

Questo è l’animo dei tifosi dell’Athletic club all’inizio del derby contro l’Osasuna di questo martedì di primavera al San Mames.

Queste ultime settimane si sono caratterizzate per l’annuncio dell’addio di Valverde, che non sarà alla guida dei biancorossi la prossima stagione, per alcune prestazioni davvero scialbe e, da ultimo, per la meritata vittoria della Copa del rey da parte dei rivali storici di Donostia che alzano il trofeo mentre a Bilbao, purtroppo, la contingenza prevede la necessità di avere la certezza di mantenere la categoria il prima possibile.

In questo momento non felice per il conjunto rojiblanco si sprecano le analisi, le critiche, le chiamate al repulisti di alcuni contro il “salviamo il salvabile” di altri.

Indubbiamente sono molte le parole, spesso negative, che descrivono un futuro a tinte fosche o cercano colpevoli un po' ovunque, sul campo e a Ibaigane.

È proprio vero che chi vince ride e chi perde spiega è un mantra assoluto del calcio, anche in Euskal Herria.


La cronaca si riduce a poche significative azioni, risultato di un match poco brillante dove un Osasuna a dir poco rinunciatario lascia il pallino del gioco all’Athletic che, di suo, pare trascinarsi con poche idee e poca energia nonostante il San Mames spinga in modo encomiabile.

Al 16’ Guruzeta chiude una bella azione portando in vantaggio i padroni di casa e decidendo, di fatto, la partita.

Al 56’ Unai Simon para un rigore calciato da Budimir dimostrandosi, ancora una volta, un estremo difensore di livello mondiale, e coronando una prestazione eccellente che al 78’ diventa superlativa con un vero miracolo sulla battuta a rete a colpo sicuro dello stesso centravanti croato.

La partita scivola via lenta, molle, insapore fino alla espulsione di Jauregizar che regala un finale convulso chiuso dal triplice fischio del direttore di gara che certifica 3 punti importantissimi per i ragazzi di Valverde, tappa fondamentale per il futuro prossimo del club.


Può serenamente affermarsi che l’Athletic si stia preparando a vivere un fisiologico cambio generazionale, di uomini, di gioco. Per qualsiasi altra realtà sportiva queste dinamiche prevedono rifondazioni più o meno integrali, la ricerca di giocatori funzionali a un nuovo corso e una modifica degli approcci gestionali. Sappiamo bene che a Bilbao non funziona in questo modo; la filosofia che rende il club un unicum in tutto il mondo pretende un cambiamento che tenga conto del ristretto bacino di “pesca” sia in ambito giovanile che di atleti già formati.

Utilizzando il titolo di un manifesto rivoluzionario per descrivere una realtà che non può operare rivoluzioni la domanda che gli aficionados zurigorri si pongono è: “che fare?”.

Come sempre si è fatto rendere gli orizzonti compressi una risorsa: sicuramente è auspicabile l’ingaggio di un allenatore che porti una ventata di aria fresca in un gruppo che troppe volte quest’anno è parso alla fine di un percorso, altrettanto importante è che alcuni senatori che quest’anno sono apparsi incredibilmente sottotono riprendano a dimostrare che indossare il biancorosso è un privilegio da meritarsi ogni minuto in ogni partita.

Lungi dal sottoscritto entrare nella polemica del meglio o peggio fare le coppe europee. L’unica cosa che il tifoso chiede è l’animus pugnandi caratteristico che, purtroppo quest’anno a volte è mancato.

In questo momento difficile l’utilizzo dei giovani virgulti di Lezama non è una delle opzioni o una auspicabile necessità, è la via obbligata per ripartire di slancio.

Ma prima di tutto ciò c’è una Liga da onorare, una camiseta da sudare, un popolo (che non fa mai mancare il proprio sostegno) da rispettare.

Oggi la lotta, domani i processi. Aupa Athletic!.


Salvatore Mario Gaias