RAYO VALLECANO: Batalla; Ratiu, Lejeune, Mendy (61’ Valentín), Espino; Ciss, Gumbau (61’ U.López); Akhomach (86’ Alemao), Palazón (69’ P.Díaz), Á.García (61’ F.Pérez); de Frutos. All. I.Pérez ATHLETIC CLUB: Simón, Areso (73’ Gorosabel), Vivian, Laporte, Berchiche; Jaureguizar (86’ Vesga), de Galarreta (59’ Rego); I.Williams, Sancet (86’ Selton), U.Gómez (46’ Berenguer); Guruzeta. All. Valverde gli higlights di Rayo Vallecano - Athletic Club
La sfida esterna in casa del Rayo Vallecano è quasi una partita spartiacque per l’Athletic. Reduce da tre vittorie consecutive in campionato, la squadra di Valverde ha allontanato i fantasmi di una lotta salvezza che iniziavano ad aleggiare nel corso del mese di gennaio. La classifica molto corta ha anche riacceso le speranze di poter centrare ancora la qualificazione in Europa. Proprio per questo la gara con il Rayo deve dire tanto su quelle che sono le ambizioni dell’Athletic per il finale di stagione: scegliere tra vivere gli ultimi mesi del campionato “condannati” all’anonimato dopo annate incredibili o rimanere agganciati al treno per la qualificazione alle competizioni europee.
In un primo tempo pessimo dell’Athletic, la differenza in campo la fa la fame e la voglia di portare a casa la vittoria. Il Rayo, infatti, parte bene, chiude anche meglio e crea diversi pericoli alla retroguardia basca.
Su un terreno in condizioni non certo ottimali, Unai Simón è decisivo con una deviazione sul palo dopo meno di 10’. Gli uomini di Valverde sono molto distanti tra loro e disattenti in fase difensiva. A dormire più di tutti è Areso, che sbaglia il movimento in fase difensiva e lascia una prateria sulla destra in occasione del vantaggio del Rayo con de Frutos, che insacca a porta vuota su suggerimento di García. Nella prima frazione non si salva nessuno in casa Athletic: gli errori in fase di impostazione si sprecano e l’imprecisione in zona offensiva si nota soprattutto con i soli 2 cross riusciti su 14, contro i 5 su 7 del Rayo, con Palazón e de Frutos a svettare su Vivian e Laporte, nonostante entrambi non arrivino a 1,75m.
Negli spogliatoi Valverde tocca le corde giuste e l’inizio ripresa è tutta un’altra storia rispetto al primo tempo. Berenguer, appena entrato, è decisivo con la sponda per Iñaki su lancio lungo di Unai Simón. Il capitano con un gran tiro al volo supera Batalla e regala subito il pari all’Athletic. Tra le indicazioni date da Valverde all’intervallo c’è probabilmente anche quella di cercare con maggiore frequenza il lancio lungo, evitando il fraseggio su un terreno molto secco. E infatti i rilanci di Simón si dimostrano spesso pericolosi per la difesa del Rayo nei primi minuti della ripresa.
In una seconda frazione molto più attenta da parte dell’Athletic, c’è da segnalare l’infortunio alla spalla di de Galarreta, sostituito da Rego. A mancare nella manovra offensiva degli uomini di Valverde è invece Sancet: molto fuori dal gioco, il numero 8 tocca pochi palloni e male, sbagliando più della metà dei passaggi nella metà campo avversaria e venendo anche ammonito. Anche Guruzeta è pressoché invisibile e i pochi palloni che tocca, li tocca male (meno di un passaggio su tre riuscito in tutta la partita).
Nella fase finale della gara, complice la stanchezza, i ritmi calano e le squadre sembrano accontentarsi del pareggio, con il Rayo che si fa vedere soprattutto con qualche tiro da lontano parato da Unai Simón.
Termina dunque 1-1 l’incontro, dopo una partita ancora una volta approcciata male dall’Athletic e recuperata dallo splendido gol di Iñaki Williams. Per l’ennesima volta in stagione, la squadra di Valverde è poco precisa, raggiungendo solo 0.54 di Expected Goal, che si abbassano a 0.10 di xG da tiri in porta, un dato che sottolinea soprattutto la poca pericolosità offensiva dei biancorossi.
Tra le poche note positive, oltre a capitan Iñaki, c’è certamente Unai Simón, decisivo con le sue parate. In mezzo al campo, invece, Jaureguizar, probabilmente non ancora al 100%, non riesce ad incidere come fatto in altre occasioni.
In attesa delle altre gare di giornata, al momento l’Europa League resta distante 7 punti, mentre il sesto posto che potrebbe valere la Conference League è a 2 punti. La prossima giornata si prospetta complicata, con il Barcellona ospite al San Mamés, mentre prima della sosta di fine marzo ci saranno gli impegni contro il Girona in trasferta e il Betis in casa da non fallire per restare agganciati al treno Europa.
Nel mentre, però, la testa ora dovrà andare al ritorno della semifinale di Copa del Rey contro la Real Sociedad: la sconfitta per 0-1 dell’andata non è impossibile da recuperare, ma bisognerà scendere in campo più concentrati e con maggiore determinazione e fame, migliorando dati e statistiche sotto porta.
Francesco Digilio