ATHLETIC CLUB: Simón; Lekue (80’ Areso), Vivian, Laporte, Berchiche; De Galarreta, Rego (70' Vesga); U. Gómez (70’ Navarro), Sancet (74, Eder García), I. Williams (80' Izeta); Guruzeta. All. Valverde Elche: Dituro; Petrot (74' Sangare), Chust (74' Affengruber), Bigas (92' Adam), German (81' Pedrosa); Cepeda, Aguado, Febas, Morente (74' Rafa Mir); Alvaro, Andre da Silva; . All: Sarabia gli higlights di Athletic Club - Elche
Altro match da non fallire, in questo scorcio di calendario che mette curiosamente in fila le tre principali candidate alla retrocessione. Dopo un ottimo inizio di stagione, l'Elche arriva infatti all'incontro dopo aver inanellato 7 partite senza vittorie (più una in Copa del Rey) e debilitato dal mercato di gennaio, che ha visto partire il talentino Mendoza e il nostro ex canterano Álvaro Núñez. Ciò nonostante, la squadra allenata da Eder Sarabia continua a schierare un 352 a vocazione offensiva in tutti e cinque gli uomini della linea nevralgica, puntando sul possesso del pallone e non rinunciando affatto alla costruzione da dietro.
Valverde questo lo sa bene e punta tutto o quasi sul pressing alto, preferendo interpreti in questo senso migliori come Iñaki e Unai Gómez, anziché Navarro e/o Serrano; la strategia è provare a travolgere fisicamente l'avversario, che già di base paga anche a livello di centimetri un po' dappertutto, se si esclude la coppia di attaccanti.
Le sorpese maggiori di formazione sono dietro: tra Areso e Gorosabel spunta Lekue, mentre Vivian torna dopo sei gare di assenza e panchina Paredes. Il piano partita paga e l'Athletic, provocando errori su errori degli avversari in zona pericolosa, costruisce una serie di occasioni già nei primi minuti. La prima, nonché la più clamorosa è per Sancet, che conclude malamente alto un tre contro due. Ci prova un paio di volte anche Guruzeta e un suo bel colpo di testa sfiora il palo.
I primi 20-25 minuti sono un vero e proprio incubo per gli illicitani, con Sarabia costretto a virare verso un atteggiamento maggiormente accorto, abbassando Valera praticamente sulla linea dei difensori e cercando la palla lunga verso i due centravanti. L'Athletic continua a vincere praticamente tutti i duelli, con i quattro davanti a mordere continuamente e appoggiati in fase offensiva dalle continue sovrapposizioni di Lekue e Yuri.
La scelta di schierare gli esterni d'attacco a piede invertito è appunto figlia sia della volontà di lasciare spazio ai due terzini, sia di tenere Gómez quasi in marcatura fissa su Febas, autentico faro creativo dell'Elche. Gli ospiti si fanno vedere per la prima volta soltanto alla mezz'ora, con Alvaro Rodriguez lanciato nello spazio e chiuso ottimamente da Vivian in tackle.
Al minuto 38' arriva un'altra ghiottissima occasione per gli zurigorri: Yuri recupera alto e lancia Iñaki con un perfetto filtrante, il nostro 9 è però sbilanciato al momento della conclusione (e sarebbe rigore, o per averlo bisogna per forza rantolare a terra per diversi minuti?) e Dituro salva tutto.
Un paio di minuti dopo arriva l'unica "parata" di Simón, che senza problemi sventa una punizione da lontanissimo di Cepeda.
Il primo quarto d'ora della ripresa è un poco confusionario, poi proprio all'ora esatta di gioco Gómez manda nuovamente Sancet a tu per tu con Dituro, ma il portiere argentino è ancora provvidenziale.
Al 65' giunge finalmente il meritato vantaggio degli zurigorri: De Galarreta recupera e apre per Yuri, che mette un pallone teso e preciso sul primo palo, mentre Guru fa un gran movimento che gli permette di anticipare tutta la difesa e depositare in rete.
Passano due minuti ed ecco il regalino non gradito agli avversari: Lekue commette un fallo per nulla necessario su Varela e penalti concesso post revisione al VAR. André Silva insacca scivolando e toccando due volte il pallone, la nuova regola vuole però che si ripeta e anche al secondo tentativo, ed il portoghese non fallisce per il pari ospite.
Inizia la girandola dei cambi, con Txingurri che li sfrutta tutti tra il 70' e l'80'; esordisce anche Eder García, finora uno dei migliori del filial, che si piazza (fuori ruolo) a destra, per rivestire gli stessi panni da corridore di Gomez. L'ingresso di Navarro per Sancet porta invece Iñaki (poi a sua volta sostituito da Izeta) a posizionarsi molto vicino a Guruzeta.
L'Athletic ci prova, ma a questo punto è dura costruire qualcosa che non sia un lancio lungo o un cross dal fondo. Per fortuna, su un cross da sinistra Bigas commette fallo su Laporte, colpendolo con un calcio in piena faccia e pure stavolta l'arbitro ha bisogno del VAR per prendere una decisione. Sul dischetto si ripresenta Guruzeta, con una conversione di realizzazione di uno su tre, ma stavolta l'esecuzione è perfetta, con il portiere che va dal lato opposto e riporta in vantaggio l'Athletic.
Gli otto minuti di recupero non generano altro e i Leones mettono così in fila la terza vittoria consecutiva in campionato, roba che non si vedeva da agosto, smaltendo definitivamente i timori da retrocessione e potendo ora addirittura guardare alla zona Europa.
Gli avversari affrontati in questo periodo non permettono comunque di trarre conclusioni affrettate: sia ieri che contro l'Oviedo l'Athletic ha tenuto molto meno il pallone rispetto all'avversario, cosa anche sensata visto che quest'anno tendenzialmente non sappiamo cosa farci con quello strano oggetto sferico tra i piedi. Il miglioramento generale della condizione fisico-atletica, legato anche al fatto di avere smaltito tutti gli impegni infrasettimanali (eccetto l'ultimo che resta...) dovrebbe aver quantomeno restituito un po' di vigore nel pressing alto, al momento l'unica arma che abbiamo per generare occasioni.
Nelle 13 partite giocate nel 2026, solo tre volte l'Athletic ha tenuto il possesso più dell'avversario e sempre in Liga: contro due avversarie ridotte in 10 (Levante e Real Sociedad) e contro l'Osasuna (in questo caso con appena il 51%). Non che chi scrive sia un fan del possesso palla a ogni costo, che anzi e molto spesso è un indicatore che può risultare fuorviante, ma la strategia è fin troppo chiara. Un tipo di gioco così minimale è bastato contro le ultime della graduatoria, sarà sufficiente anche in vista delle prossime gare?
Antonio Mancuso