1 FEBBRAIO 2026 - 22a GIORNATA DE LA LIGA 25/26

ATHLETIC CLUB 1 - REAL SOCIEDAD 1

37' Guedes (R), 88 De Galarreta (A)


ATHLETIC CLUB: Simón; Areso (79' Gorosabel), Paredes, Berchiche, Boiro; Rego (46' De Galarreta), Jaureguizar; Bereguer (72' Izeta); U. Gomez (62' Navarro), N. Williams (72' I. Williams); Guruzeta. All. Valverde


REAL SOCIEDAD: Remiro; Aramburu, Martin, Zubeldia, Gomez; Guedes (77' Wesley), Soler, Gorrotxategi (63' Turrientes), Marin (85' Munoz); Sucic (63' Mendez), Oyarzabal (77' Oskarsson). All.: Matarazzo


gli higlights di Athletic Club Real Sociedad


A Bilbao il bianco blu è un’accoppiata di colori che regala sensazioni contrastanti. È stata la scelta dei fondatori della squadra oltre un secolo fa prima che si virasse nel tanto amato zurigorri che colora ogni angolo del San Mamès, ma è anche la maglia dei rivali di Donostia, la Real Sociedad che stasera ha provato ad assaltare il forte costruito da Valverde, già fortemente provato dalla triste fine della campagna europea avvenuta mercoledì sera, dopo 60 minuti di speranza.

Ciononostante, ogni tifoso athleticzale sa bene che quell’incredibile contrasto cromatico che riverbera dall’ingresso delle due squadre nel derby basco per eccellenza è l’anima della sbandierata diversità che caratterizza due filosofie tanto lontane quanto sono vicine le due città.

La partita di domenica sera ha visto due compagini in condizioni opposte: l’Atheltic è rabberciato, ferito e palesemente stanco mentre la Real Sociedad si presenta al San Mamès in un buon periodo di forma.


La cronaca della partita sta tutta in un primo tempo che vede i padroni di casa secondi su ogni pallone, volenterosi, generosi ma fortemente imprecisi e sulle gambe fisicamente e una Real Sociedad che merita il vantaggio, conquistato attraverso un gran tiro di Gonzalo Guedes da oltre 20 mt sul quale un gigantesco Unai Simon nulla può.

Nella generica negatività biancorossa spicca la partita di Nico Williams costantemente alla ricerca della giocata personale, quasi rivolta a nascondere uno stato psicofisico davvero pessimo, arginato da un ottimo Aramburu.


Il secondo tempo vede il fisiologico calo fisico degli ospiti e il disordinato arrembaggio degli uomini di Valverde che trovano il pareggio con una grandissima giocata di Ruiz de Galarreta che salta 4 avversari e batte Remiro con un tracciante sul secondo palo.

È 1-1, e come molti tifosi sottolineano, il campionato dell’Athletic club comincia oggi.


È doveroso, però, sottolineare alcune cose.

L’Athletic club de Bilbao è correttamente orgoglioso della sua filosofia, della sua storia e del suo modo di essere; tra le caratteristiche che rendono il tifoso fiero dei suoi colori vi è l’essere una delle poche squadre a non aver mai conosciuto la serie B. Oggi la squadra è a pochi punti dalla zona rossa e per tirarsi fuori dalla stessa servono fatti e non, soltanto, parole.

Ciò che serve è: la mentalità, l’attaccamento alla maglia, la voglia di sudare la camiseta fino all’ultimo, i cori e l’amore che solo i tifosi zurigorriak sanno dare.

Ciò che non serve è: credere che la storia si ripeta senza lottare, i tifosi che lasciano il San Mamès 10 minuti prima della fine in spregio a chi non riesce ad andare a sostenere la squadra trasformando un onore in un mero privilegio materiale, la squallida sceneggiata odierna di Aitor Paredes, perché a Bilbao conta vincere ma soprattutto conta essere in un certo modo.

Ora testa (fredda) e cuore (caldo) all’8 febbraio contro il Levante.


Salvatore Mario Gaias