28 GENNAIO 2026 - 8a GIORNATA DI CHAMPIONS LEAGUE 25/26

ATHLETIC CLUB 2 - SPORTING CP

3' Sancet (A), 12' Diomande (S), 28' Guruzeta (A), 62' Trincao (S), 94' Santos (S)


ATHLETIC CLUB: Simón; Gorosabel, Paredes, Berchiche, Boiro; Rego, De Galarreta (66' Vesga); Navarro (66' Serrano), Sancet (50' Berenguer), U. Gómez (81’ Serrano); Guruzeta (81' Hierro). All. Valverde


SPORTING CP: Rui Silva; Fresneda, Dimoande (54' Quaresma), Inacio (26' Reis), Araujo; Hjulmand, Simoes (54' Morita); Catamo, Braganca (54' Goncalves), Trincao (87' Santos); Suarez. All. Rui Borges


gli higlights di Athletic Club - Sporting CF


La Catedral mette il vestito buono, quello delle grandi occasioni: 50 biglietti, infatti, mancano ad infrangere il record di presenze. Nonostante il pessimo rendimento liguero, l’Athletic può entrare nella storia: una vittoria significherebbe qualificazione ad i sedicesimi di finale, pure con la possibilità di incrociare una squadra “abbordabile”.


I ragazzi di Valverde sembrano aver recepito il messaggio e, nonostante l’ampio turnover a cui siamo ormai abituati, partono mangiandosi campo ed avversari: bastano poco più di due minuti tambureggianti per passare in vantaggio. È Sancet, finalmente a segno su azione, ad incunearsi in area di rigore da sinistra, e, dopo un fortunato rimpallo è lestissimo ad insaccare con un tocco da biliardo sul palo lontano. Apoteosi. I primi dieci minuti sono arrembanti, la pressione basca è asfissiante… ma quando lo Sporting supera la metà campo fa paura. Ed infatti, al primo affondo i lusitani guadagnano un calcio d’angolo: Diomandé mangia in testa ai distratti Yuri e Guru e con un colpo di testa da manuale pareggia i conti.

Adesso è lo Sporting a fare la partita, la qualità è evidente, la rapidità manda in confusione i rojiblancos, in particolare Adama, un pesce fuor d’acqua per tutta la partita. Per fortuna questa fase non ha conseguenze, e l’Athletic riesce ad alzare di nuovo testa e pressione: ed è proprio grazie al pressing alto che al ’27 Guru sradica il pallone dai piedi di Reis e si invola verso la porta, concludendo ed incrociando in maniera velenosa ma precisa… sul palo alla destra del portiere, ma sulla ribattuta, quando tutti si aspettavano di recuperare il pallone in tribuna, è proprio Guru a salire a quota 5 reti segnate in Champions League.

La pressione continua, lo Sporting sembra intontito. Si va al riposo sul 2-1, siamo felici, affiorano i ricordi del 2012.


Il secondo tempo inizia come il primo, l’Athletic è martellando e sfiora il terzo goal con un missile dalla galassia di Galaxy, che sfiora l’incrocio dei pali.

Al minuto 55, Sancet si accascia per un problema, al suo posto Berenguer. E la partita cambia ancora: la pressione smette di funzionare, e lo Sporting arriva con pericolosità a calciare due volte con Hjulmand e Trincao, Simón è attento. Triplo cambio per lo Sporting: la freschezza si nota ed al ’61 ecco il pareggio annunciato di Trincao, che è bravo a scambiare rapidamente al limite dell’area prima di concludere in maniera imparabile da distanza ravvicinata.

Ma l’Athletic sente il supporto del pubblico, e due minuti più tardi è Guru ci prova con una buona giocata liberandosi con un dribbling a limite dell’area e calciando a fil di palo. Purtroppo, è l’ultima buona occasione del match.

Servono forze fresche, fuori Galaxy ed Unai Gómez, dentro Vesga e Selton.

La partita ora è abbastanza equilibrata, ma ai baschi serve vincere, anche per via dei risultati, soprattutto nelle partite dove sono impiegale delle squadre di Madrid. Selton è frizzante anche se fatica a trovare la sua posizione in campo, la squadra reclama un rigore quando Hjulmand lo spinge energicamente in area con ben due mani, ma l’impressione dal replay è che Selton si sia lasciato un po’ andare: resterà il dubbio, e soprattutto il dubbio sul perché non sia stato rivisto al VAR.

Dal minuto ’70 torna a spingere lo Sporting sorretto da un grandissimo Trincao, che impegna ancora Simón con un tiro da fuori area: sugli sviluppi del corner, viene annullato un goal per fuorigioco. Sospiro di sollievo… prolungato dalla cancellazione di un rigore assurdo assegnato dal direttore di gara per presunto fallo di Boiro.

Entrano Serrano e Hierro per Guruzeta e Navarro, ma non riusciamo più a creare occasioni concrete e, si sa, il calcio è crudele: calcio d’angolo per i zurigorri, palla respinta e contropiede fulminante al minuto ’93, Simón respinge la prima conclusione ma non può far nulla sulla seconda di Santos per il vantaggio portoghese. Sporting direttamente ai quarti, l’Athletic saluta la Champions dopo averci provato fino all’ultimo.


Tanta amarezza, ma anche tanta dignità. L’Athletic ha affrontato squadre fortissime, e spesso giocato in Champions schierando spesso le seconde linee, sfiorato un’impresa storica. Speriamo di poter tornare in Europa quanto prima!

Guruzeta, con il gol di ieri sera, è il giocatore dell’Athletic con più gol nella massima competizione europea, cinque, insieme a José Luis Artetxe.

Purtroppo la prestazione di Boiro, dopo quella di Bergamo, non è stata all’altezza come quella dei compagni: è spesso troppo morbido in fase di copertura e timido in fase di spinta, troppo spesso impreciso quando viene coinvolto. In assenza di Berchiche, questa lacuna nel ruolo di terzino sinistro è preoccupante. Di contro Rego e Paredes hanno eseguito alla perfezione marcature ed anticipi. Felice soprattutto per Rego, che dimostra di non essere in prima squadra per caso.

Ancora una volta non mi convince la gestione prepartita e della gara di Valverde che però avrà sempre l’attenuante degli infortuni, vera piaga della stagione, poiché’ anche questa sera un giocatore ne è stato vittima: Ohian Sancet. Adesso con un calendario meno denso, si spera di avere meno problemi fisici e recuperare qualche indisponibile.


A por el derby! A por la copa!

Stefano Bifulco