21 GENNAIO 2026 - 7a GIORNATA DI CHAMPIONS LEAGUE 25/26

ATALANTA 2 - ATHLETIC CLUB 3

16’ Scamacca (AT), 58’ Guruzeta (AC), 70’ Serrano (AC), 74’ Navarro (AC), 88’ Krstovic (AT)


ATALANTA: Carnesecchi; Kossounu, Djimstiti, Kolasinac (76’ Ahanor); Zappacosta (76’ Smardzic), De Roon, Ederson, Bernasconi (82’ Sulemana); De Ketelaere, Zalewski (66’ Lookman); Scamacca (66’ Krstovic). All. Palladino


ATHLETIC CLUB: Simón; Gorosabel (81’ Areso), Lekue, Vivian, Paredes, Boiro (46’ Sancet); Rego (59’ De Galarreta), Jauregizar (59’ Vesga); Navarro, U. Gómez (68’ Serrano); Guruzeta. All. Valverde


gli higlights di Atalanta - Athletic Club


Penultimo atto di una travagliatissima Champions Leeague vissuta più come un fastidioso adempimento da svolgere senza troppi patemi e soprattutto senza subire troppi danni da un Athletic che viene da due sole vittorie nelle ultime undici partite, una delle quali la rocambolesca ultima prestazione in Coppa del Re, ma accolti a braccia aperte dagli Italiako Lehoiak all’hotel.

Valverde, fedele alle abitudini stravaganti, è sceso a Bergamo senza i due Williams, Berenguer, Yuri, che non hanno recuperato dai loro acciacchi, portandosi sei ragazzi dalle giovanili (Santos, De Luis, Ibon Sánchez, Selton, Hierro e Adrian Pérez); Txingurri schiera la squadra in una quasi inedita difesa a tre composta da Vivian, Paredes e Lekue, in mediana Rego con Jaure, Gorosabel e Boro sugli esterni con un attacco limitato a Guruzeta in mezzo, Unai Gómez e Navarro sui lati offensivi.


L’Atalanta pare subito sorpresa da un simile assetto e non trova subito il bandolo del gioco così il primo quarto scorre senza patemi, con un possesso sterile e controllo del gioco bergamasco. Ma al minuto 16, un cross di Zalewski trova Scamacca in mezzo all’area, difesa troppo passiva con fuorigioco errato di Boiro, l’attaccante della nazionale sovrasta Paredes e di testa insacca il vantaggio per la Dea. Nonostante le proteste, l’arbitro considera regolare l’azione di Scamacca nello stacco contro il difensore basco.

L’Athletic non reagisce, l’Atalanta cresce ed intensità e praticamente non concede la palla agli avversari, accelera sugli esterni cogliendo in grave difficoltà i zurigorri che non riescono a fare gioco con i due mediani, che non trovano riferimenti, mentre il reparto di attacco non sembra in sintonia al gioco di squadra. I bergamaschi sfiorano il raddoppio: prima un tiro da fuori area di Bernasconi sfiora il secondo palo, poi, De Ketelaere, dopo una grande azione sulla destra, serve Scamacca ma Unai Simón compie un doppio miracolo, prima sull’attaccante azzurro, poi sulla ribattuta di Bernasconi, ma l’arbitro ferma il gioco per fuorigioco di Scamacca.

La Dea non si ferma nel suo forcing e al 40’ è ancora De Ketelaereche riceve un lancio sulla sinistra, cross al centro per Scamacca che segna per gli orobici, ma il belga è partito in posizione di fuorigioco per pochi centimetri. Sul finire del primo tempo, al 43’, l’occasione più ghiotta per il raddoppio per i padroni di casa: punizione di Zalewski dalla trequarti di destra, di testa svetta De Ketelaere, con marcatura horror di Paredes, ma lapalla si stampa sul palo e rientra docile tra le braccia di Simón.

L’Athletic ha fatto troppo poco e ha trascorso buona parte del primo tempo in balia degli avversari, senza mostrare nemmeno una parvenza di trama di gioco, né di attitudine offensiva.


Al rientro in campo, Valverde termina gli esperimenti da partitella infrasettimanale e ripresenta Sancet al posto di Boiro e soprattutto ridisegna la difesa, spostando Lekue esterno sinistro e abbassando Gorosabel in linea a quattro.

Nonostante i cambi, è ancora l’Atalanta pericolosa, con due occasioni nate Zappacosta, tra i più inesauribili, ma poi la partita gira al minuto 58: lancio di Lekue in apparenza casuale, Navarro spalle alla porta riceve e appoggia di petto per Guruzeta, che si era liberato con il corpo di Djimsiti, primo tocco con cui salta Kolasinac, controllo del pallone, sguardo verso Carnesecchi e tiro che si insacca a fil di palo.

Il gol subito mina le certezze Atalantine, e fa esplodere il tifo zurigorri. Valverde fa entrare Vesga e Galaxy per Jauregizar e Rego, i due senatori danno nuova linfa ed energia al centrocampo, migliorando il palleggio e alzando l’intensità del pressing. Dieci minuti dopo Serrano entra per Unai Gómez.

Al minuto 70’, Navarro trova spazio sulla destra, Gorosabel si muove in profondità creando lo spazio per il cross dell’ex Mallorca sul lato opposto, Zappacosta e Kossounou si dimenticano di Serrano che si avventa sul pallone e insacca al volo col sinistro per un incredibile vantaggio ospite. Il gol sarà tra i quattro scelti dall’UEFA tra i migliori della gionata.

4 minuti dopo, Sancet elude Intervento di Ederson e disegna calcio per Navarro, controllo elegante e palla incrociata che batte Carnesecchi per la terza volta. Un quarto d’ora da sogno a tinte biancorosse che pare rivitalizzare anche i due centrali di difesa, fino ad allora impacciati ed imprecisi, ma ora sicuri e tempestivi negli interventi.

Dopo un contropiede sprecato da Serrano, Atalanta si aggrappa ai nuovi esterni d’attacco: Lookman esterno sinistro e Samardzic dalla parte opposta. Da loro nasce il secondo gol al minuto 88: cross di Samardzic dalla destra a rientrare col sinistro, De Ketelaere sfiora di testa, Lookman rimette in mezzo dal fondo sul lato opposto per Kristovic che segna a porta vuota.

Al minuto 92’ si ripete la stessa azione, ma Areso intercetta il cross del nigeriano e Simón puo’ impossessarsi della sfera.

Finisce 3 a 2 per l’Athletic: vittoria del tutto insperata e impronosticabile che potrebbe essere la svolta di una stagione, per ora disgraziata.


Pessimo il primo tempo, con cambio di il modulo e la formazione iniziale, tuttavia dalla constatazione di alcuni errori potrebbe nascere consapevolezza dei propri mezzi anche per ricominciare a mostrare di nuovo bel gioco e recuperare punti e posizioni in Liga. In attesa di recuperare gli infortunati, dobbiamo ricordarci che non bisogna mai partire battuti contro nessuno.


Alessandro Alagna