OSASUNA: Herrera; Rosier (85’ Arguibide), Catena, Herrando, Galan; Moncayola, Torró; R. Garcia (76’ Baraja), Oroz (83’ Moi Gomez), Victor M., Budimir (76’ Raul). All. Lisci ATHLETIC CLUB: Simón; Gorosabel (69’ Areso), Vivian, Paredes, Boiro; De Galarreta (60’ Rego), Jauregizar; I. Williams (60’ Navarro), Sancet (60’ Berenguer), N. Williams (90’ Serrano); Guruzeta. All. Valverde gli higlights di Osasuna - Athletic Club
Prima partita del 2026 dopo la breve sosta e prima del suk del calcio con il quadrangolare in terra d’Arabia. Athletic è chiamato ad uscire da un periodo buio, aggravato dalla immeritata sconfitta con Espanyol e ulteriormente complicato dai numerosi infortuni e assenze, quasi tutte nello stesso reparto.
Avversario di turno, l’Osasuna di Alessio Lisci, allenatore con una formazione simile a Farioli, ma finora con opposte idee di calcio: una delle squadre con meno possesso palla, gioco basato su lanci lunghi, difesa rocciosa e grande sfruttamento delle palle ferme.
Athletic presenta Adama e Gorosabel terzini, Jaure in coppia con Galaxy con i due Williams a fare reparto con Guru e Sancet.
Si comincia con una fase di studio che dura alcuni minuti; il primo squillo arrivo al 12’ con Moncayola che illumina di esterno per Budimir ma il croato ciabatta ignobilmente a sinistra di Unai. Primo avvertimento di una partita di sofferenza sul lato sinistro per Paredes e Adama Boiro. Dopo pochi minuti, stavolta a sinistra, Munoz scende sul fondo, palla a Moncayola che tira defilato, mette in angolo.
Ancora al 23’ su calcio d’angolo Torró salta da solo a centro area, per fortuna non angola e serve la parata agevole di Unai Simón.
Al 33’ l’Osasuna ottiene una punizione sulla trequarti, Rubén Garcia, uno dei trequartisti schierati da Lisci, calcia in porta con un violento sinistro, cogliendo Simón fuori dai pali; il tiro è forte e centrale, ma il portiere zurigorri non si aspettava la conclusione dalla distanza, e la palla entra in rete, per il vantaggio meritato dei navarri.
Dopo questa prima mezz’ora horror dei biancorossi, il leones dopo lo svantaggio si scuotono, comincia a funzionare il pressing dei due mediani. Al 38’ Galaxy recupera palla, rifinisce sulla destra per Guru con la difesa Osasuna scoperta. Tiro prevedibile sul palo del portiere, Herrera si salva in angolo.
Il primo tempo si chiude con azioni da una parte e dall’altra: un assolo di Moncayola che tira alto e una discesa di Munoz sempre dalla parte di Boiro-Paredes per Osasuna, mentre per i biancorossi, nell’orribile tenuta verde acqua, un gol mangiato da Nico dopo un miracolo di Herrera su gran tiro in mischia di Guruzeta.
Vantaggio meritato per i locali, ma segnali di risveglio per Athletic.
Si ricomincia con gli stessi undici per Valverde, sempre più funereo nella mimica facciale. L’Athletic, complice anche il vistoso calo dei rossi di Navarra che perdono le distanze fra i reparti e la compattezza di squadra. Il periodo frutta però solo una occasione per Iñaki quando un tiraccio di Jaure diventa un passaggio per Nico che mette in mezzo per il fratello fermato solo da un recupero miracoloso di Herrando.
Finalmente all’ora di gioco i tradizionali cambi di Valverde: entrano Rego per Galaxy, Berenguer per Iñaki, Navarro per Sancet e, dopo alcuni minuti, l’ex Areso per Gorosabel. La partita si stappa nei venti finali con le buone giocate di Navarro e i movimenti di Berenguer da una parte e i soliti trequartisti dall’altra.
Al minuto 70’ apertura visionaria di Garcia per Munoz che scende sulla destra Athletic, palla a rimorchio e tiro di Torró, Simón riscatta la partita e mette in angolo, per fortuna non concesso.
Un minuto dopo, la difesa dell’Osasuna è fuori posizione, non copre le linee di passaggio e non avanza in linea per il fuorigioco, Navarro serve Guruzeta che, per una volta, indovina la giocata con una rasoiata sul palo lungo: gol e pareggio meritato.
I duelli a centrocampo con le continue contese del pallone raramente fanno uscire palloni puliti, quando succede le squadre lunghe agevolano le occasioni pericolose: al minuto 82’ Areso salva con una diagonale da gran difensore, dopo un mancato controllo del solito Adama che non ferma un triangolo lungo sulla trequarti.
Infine nel recupero prima Javi Galan serve con un cross tagliato Raul Garcia, entrato per Budimir, che salta fuori tempo e mette alto di testa, poi dalla parte opposta Areso, dopo una rimessa laterale veloce, scende fino a fondo campo e mette in mezzo per Guruzeta, ma Catena salva
Pareggio tutto sommato giusto per la reazione mostrata dopo il primo terzo di gara horror, difesa ancora rivedibile con le assenze di Yuri, Laporte e Yeray che mostrano la loro importanza quando mancano. Sancet e Nico impalpabili, Unai Simón più croce che delizia. La squadra avrebbe bisogno del meglio da tutti questi citati per agguantare un posto per l’Europa.
Alessandro Alagna