GIU' IL SIPARIO, SU IL SIPARIO
di SIMONE BERTELEGNI

Un'altra stagione (l'ultima senza sponsor sulla maglia?) viene consegnata agli archivi. C'eravamo abituati a soffrire, ma se Dio vuole per quest'anno - fatti salvi i fantasmi che abbiamo intravisto durante il girone d'andata - abbiamo potuto farne a meno. L'Athletic ha dato vita a una stagione ben più positiva di quanto indichino la non roboante cifra di 50 punti e soprattutto l'11mo posto finale.
Nel suo complesso, la Liga fresca di conclusione è stata piuttosto deludente; un Real Madrid non incantevole ha avuto vita facile più in virtèu di una difesa essa sì davvero galattica che grazie al suo attacco, e non ha di fatto avuto rivali per il titolo causa harakiri dei medesimi, Barça in testa (a mio giudizio la peggior squadra al mondo per rapporto qualità dei giocatori - risultati ottenuti). Le note migliori le hanno regalate le compagini medio-piccole (Racing, Almería, ecc.), mentre club di grosso calibro (almeno dal punto di vista storico e a leggerne la rosa) hanno spesso offerto spettacoli pietosi, finendo addirittura in zona retrocessione (Valencia) o retrocedendo davvero (leggetevi i nomi che poteva schierare il Saragozza, roba da UEFA se non Champions, altro che Segunda…).
L'Athletic si colloca sostanzialmente a metà tra i suddetti estremi, ma come anticipato sono molti di più i dati che ci portano a sorridere e a guardare la prossima stagione con ottimismo. Il confronto con la passata stagione dà ragione, e nettamente, ai ragazzi di Caparrós. Nel 2007 i baschi avevano chiuso a 40 punti, salvandosi per un soffio (nel 2008 non sarebbe bastato), quest'anno i punti sono stati ben 10 in più, e la salvezza "psicologica" è giunta molto prima che anche la matematica sentenziasse quella effettiva. La squadra ha anche provato ad agganciare il treno UEFA, ma quando ha capito di non potercela fare (si doveva sperare in un tracollo dei diretti avversari) ha mollato, e quindi i quattro punti su dodici disponibili nelle ultime quattro giornate di Liga sono da prendere con beneficio d'inventario. Fossero stati più motivati, forse i ragazzi avrebbero raccolto qualche punticino in più.
Qualcuno può obiettare che 10 punti in più dell'Athletic 2006-07, una squadra appena degna della Primera División, siano pochi per una formazione arricchitasi di Iraizoz, Del Horno, Ocio, Susaeta, David López… Mica vero. Prima di tutto Iraizoz sappiamo tutti quanto poco abbia giocato; secondo, anche Del Horno ha avuto guai fisici e non ha quasi mai fatto faville; Ocio è partito malino, David López può e deve migliorare. L'ottimismo sta nel fatto che l'Athletic è stato un crescendo. È partito col freno a mano tirato, ma poi l'ha disinserito. Ha raccolto, nel girone di ritorno, sei punti in più di quello d'andata, pur mollando alla fine in mancanza di stimoli. Il dato che ci deve infondere speranze è proprio questo: il gruppo, ricco di innesti e con un nuovo tecnico, ha avuto necessariamente bisogno di un periodo di rodaggio, ha carburato lentamente, ma poi ha ingranato, se non la quinta, la quarta. Il lavoro di Caparrós è venuto fuori alla distanza, ma è venuto fuori: difesa solida, qualche innesto pescata dalle giovanili o da squadre di divisione inferiore (Susaeta, Koikili) gettata con profitto nella mischia, centrocampo di sostanza; il Depor e il Siviglia del tecnico di Utrera funzionavano così.
Il fatto di aver aggiustato una difesa allucinante è, a parer mio, il miglior risultato di Jokin. Senza la sbandata di Siviglia, l'Athletic avrebbe potuto vantare, per la prima volta dopo anni, una differenza reti positiva; accontentiamoci del -3 finale, decisamente meglio del -18 della scorsa stagione. Amorebieta è stato semplicemente immenso, Ocio non ha deluso; tenere in panchina Ustariz è sintomo di lusso e abbondanza. Il San Mamés è tornato un fortino: quattro sconfitte casalinghe a fronte delle nove (più del doppio) del 2007. Certo, l'Athletic ha segnato 19 reti in meno della scorsa stagione. La non prolificità è un'altra costante delle squadre di Caparrós. Ma guardiamo il bicchiere mezzo pieno: è esploso Llorente, goleador in doppia cifra e in rete ogni 120'. Il cambio di marcia è coinciso anche con la fiducia concessagli da Jokin, che a inizio stagione non l'aveva quasi mai schierato tra i titolari. Il futuro, là davanti, è garantito.
Certo, manca una seconda punta altrettanto prolifica (con tutta la stima per Aduriz, che per la sua velocità potrebbe essere utilizzato per inserimenti nella ripresa invece che come titolare fisso); Del Horno se n'è andato (riscattarlo sarebbe costato sui tre milioni di euro, 1,2 milioni solo d'ingaggio: una follia); Amorebieta riceve offerte pressanti dall'estero. L'Athletic ha bisogno di due-tre rinforzi, tra cui sicuramente un terzino sinistro e un attaccante. Un po' di cassa bisognerà pur farla: già salutati Aranzubia ed Expósito, si cerca di vendere Tiko, Lafuente, Cuéllar, Murillo e Prieto; io cercherei anche di sbolognare Zubiaurre; basterà per trattenere Amorebieta e comprare qualche rinforzino?
Già, ma chi sono questi possibili rinforzini? Non aspettiamoci nomi clamorosi: fonti attendibili informano che l'Athletic sta seguendo Jabi Garrido del Manchester City, mentre la mancata retrocessione dell'Osasuna avrebbe fatto sfumare l'arrivo di Natxo Monreal. Potrebbe arrivare però l'attaccante Asier Goiria, cuore Athletic, reduce da una buona stagione in B con l'Eibar (13 reti). Già preso, ma in prova, il trequartista dell'Eibar Toquero. Non dimentichiamoci che i due migliori acquisti per la stagione 2008-09 sono a costo zero e di assoluto livello: Gorka Iraizoz e Carlos Gurpegi. Ipotizziamo anche un ritorno di David López ai fasti cui aveva abituato vestendo la maglia dell'Osasuna - più una speranza che una certezza - e mettiamo in conto l'ulteriore maturazione dei tre baby fenomeni Javi Martínez, Llorente e Susaeta e converrete con me che l'anno prossimo l'Europa e la Coppa del Re devono essere obiettivi insindacabili.


Aupa Athletic!!!
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SIMONE