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di EDOARDO MOLINELLI L’Athletic resta in silenzio, i calciatori non parlano e,
com’è giusto che sia, tutto l’ambiente biancorosso si trincera dietro un
mutismo quanto mai opportuno davanti a vicende del genere. Le intercettazioni
uscite pochi giorni fa, però, restano e il loro contenuto a portata di lettura
per chiunque credo che abbia generato dei dubbi legittimi sia nei tifosi dei
Leoni che in tutti gli appassionati di calcio spagnolo, in particolare negli
hinchas di Real Sociedad e Celta, le squadre teoricamente penalizzate dalle
presunte combine nelle partite Malaga-Tenerife e Athletic-Levante. In soldoni: di cosa parlano Iñaki Descarga, capitano del
Levante, e il suo presidente Julio Romero? Semplice, i due conversano amabilmente
(almeno a giudicare dalle risate che si fanno durante la telefonata)
dell’ultima giornata della Liga di due stagioni fa. Qui occorre un piccolo
riassunto, sia per quanto riguarda le vicende dell’Athletic che per dare un
quadro generale di quel finale di stagione. L’annata 2006/07 sarà ricordata
come una delle peggiori in assoluto nella storia del club biancorosso,
salvatosi solo negli ultimi 90 minuti dopo un cammino in campionato davvero
terribile; già in estate si erano avute le prime avvisaglie del dramma
incombente, con l’esonero assurdo di Clemente, autore della travagliatissima
salvezza l’anno prima, e con l’arrivo in panchina dello sconosciuto Félix
Sarriugarte, tecnico della squadra B. L’inizio penoso della squadra porta alle
dimissioni di Lamikiz (sostituito dalla prima presidentessa della storia, Ana
Urkijo) e all’inevitabile esonero di Sarriu, al cui posto viene chiamato in
tutta fretta l’ex allenatore dell’Alavés dei miracoli, Mané. Dopo un inizio
discreto, l’allenatore baffuto sembra perdere la bussola, i risultati
svaniscono come neve al sole e la società si trova anche coinvolta in una
grossa polemica a causa di una frase detta dall’arbitro Mejuto González ad
Etxeberria prima di Athletic-Valencia 1-0: «Seguro que os salváis», vi salvate
di certo, sono le parole del fischietto spagnolo al Gallo, seguite da una
vagonata di proteste a causa dei presunti favoritismi della federazione
capeggiata da Villar, ex giocatore biancorosso negli anni ’70, alla squadra di
Bilbao. Il pessimo rendimento dei baschi si protrae fino all’ultimo atto di
quella Liga, alla cui vigilia i Leoni sono invischiati in una situazione da
thriller: quart’ultimi a pari punti (37) col Betis, precedono di una sola
lunghezza il Celta e di tre Questo per dare le coordinate sul pazzesco finale di
temporada 2006/07. Nella telefonata incriminata, Descarga e Romero parlano di
aver fatto un favore a Villar, di aver messo un fantomatico premio in
cassaforte e di essersi assicurati amici per il futuro, quindi si soffermano a
criticare l’operato di alcuni “cretini” (eufemismo) quali Molina e Rubiales,
due che si impegnarono sul serio durante quell’Athletic-Levante. Detto ciò,
bisogna sottolineare diverse cose: a) nella telefonata
non c’è nulla di
penalmente rilevante, non c’è uno straccio di prova e soprattutto non ci sono
tesserati dell’Athletic che parlano (altro che Calciopoli, come qualche solerte
giornaletto italiota non ha perso tempo a scrivere, della serie «Moggi ce
l’hanno tutti»); b) nella telefonata
si parla anche di
un’altra partita, Racing-Betis, a proposito della quale Descarga dice più o
meno che i padroni di casa non hanno mai tirato, mentre il Levante qualcosina
ha fatto. Bisognerebbe poi notare che il Celta era salvo fino al gol del betico
Edu… c) diversi giocatori
del Levante
(Molina, Rubiales, Ettien) si sono prontamente discolpati e hanno affermato di
aver giocato quella partita come tutte le altre. Le ipotesi sono tre: mentono
sapendo di mentire; la combine riguardava solo alcuni giocatori levantini; non
c’è stata combine; d) le osservazioni
sul gioco del
Levante quel giorno (difesa alta e fuorigioco sistematico) lasciano il tempo
che trovano. Abel Resino, all’epoca tecnico dei valenciani, è una sorta di
Zeman spagnolo e i rossoblù giocarono sempre con quel sistema difensivo,
proponendolo addirittura in trasferta al Camp Nou; e) non se ne
può più delle polemiche
su Villar e sul peso politico dell’Athletic. La situazione della Federazione
spagnola mi sembra più trasparente di tante altre (ad esempio, quella
italiana), anche perché è ovvio che tutti tifano per qualche squadra, e mi
sembra apprezzabile non negare la propria appartenenza calcistica nonostante il
ruolo; la presidenza Villar, tra l'altro, non ha portato nessun titolo
all'Athletic, che pure nel '98 arrivò secondo e per due volte dopo il 2000 è
arrivato alle semifinali di Coppa, perdendole in entrambe le occasioni...con
qualche aiutino credo che i risultati avrebbero potuto essere molto diversi.
Negli ultimi anni, poi, i torti arbitrali a sfavore dei baschi sono stati
talmente tanti da perderne il conto, senza dimenticare il caso Gurpegi...
parlare di forte peso politico dei biancorossi quando sono stati proprio loro
ad avere l’unico giocatore squalificato seriamente per doping (due anni contro
i quattro mesi di Guardiola, per esempio) mi sembra francamente eccessivo. Ciò detto, restano gli interrogativi più inquietanti:
perché la telefonata è uscita solo adesso? Chi ce l’aveva, come l’aveva
ottenuta e per quale motivo l’ha tenuta ferma due anni? C’entra qualcosa il
discorso di Villar sullo stato di salute della RFEF di poco precedente l’uscita
delle registrazioni? Cosa c’entra questa partita con l’altro incontro
incriminato, Malaga-Tenerife dell’anno scorso? C’è una relazione tra l’articolo
di Epoca sui calciatori dell’Athletic vicini ad ETA e questa vicenda? Esiste
forse una trama tesa a denigrare il club basco, magari per farlo retrocedere
d’ufficio e poterlo trasformare in una Sociedad Anonima Deportiva? E, infine, è
forse in atto un tentativo di sviare l’opinione pubblica dal ben più scottante
caso dell’Operación Puerto? Aupa Athletic!!! Se volete discutere di questo articolo, fatelo sul nostro FORUM EDOARDO |